Io credo che la rabbia sia legittima; quando mancherà la rabbia dinanzi alle ingiustizie vorrà dire che ci saremo inevitabilmente abituati ad accettare tutto ciò che passivamente viene deciso per noi e per le nostre vite.
Sono tante le cose in Italia che non funzionano e che mi fanno arrabbiare; è facile scadere nel qualunquismo e nella retorica nell’affermarlo, ma cosa ci resta se non far sentire la voce e parlare dell’ingiustizia di tutto questo? In una “democrazia” per lo meno abbiamo questa possibilità.
In questo caso specifico tocca in prima persona me e soprattutto Renzo Pasquini e Catia Piacentini che hanno creduto dall’inizio in questo settore che offre un’alternativa più salutare ad uno dei vizi più assassini che esistano. Vizio che anche io ho avuto per anni sostituendolo con uno molto meno dannoso. Uno stato che antepone il gettito erariale alla salute dei propri cittadini è uno stato disinteressato, uno stato in cui è difficile riconoscersi e sentirlo proprio. Bisognerebbe far sentire la propria voce per ogni cosa che non funziona o palesemente ingiusta; e il più delle volte vincono lo sgomento e la frustrazione. Qui si tratta di libertà, che è il principio su cui dovrebbe fondarsi la nostra vita nel 2017.
Io voglio uno stato in cui posso essere libero di scegliere tra fumo tradizionale e fumo elettronico, uno stato in cui non venga ostacolato un mercato, soprattutto quando ha come “effetto collaterale” quello di far star meglio le persone e creare occupazione in un paese allo sbando.
Voglio uno stato che abbia a cuore i cittadini.
E quando succedono queste cose sembra un’utopia e il silenzio sembra essere l’unica reazione dolorosa.
E invece no. Qui c’è passione e la passione non la uccide nessuno, neanche il menefreghismo.
Se nulla cambierà, per lo meno saremo informati. Ed è giusto che più persone possibile siano informate su ciò che accade. La rete è un mezzo pieno di cazzate, pieno di inesattezze, di disinformazione. In questo caso è un veicolo in cui voglio credere. Noi faremo di tutto affinché tutto questo non finisca. Ma c’è bisogno che le persone siano informate. E che la storia sia d’esempio, visto che il proibizionismo non è mai servito a niente. Figuriamoci per un settore del genere che alla base ha migliorare la salute delle persone.
Noi dinanzi a tutto questo cercheremo di fare la cosa più difficile, quando la rabbia e l’ingiustizia prendono il sopravvento: manterremo il sorriso. Resteremo sorridenti e affronteremo questa tempesta come potremo.
E non avremo rimpianti.
Grazie per l’attenzione e scusate il papiro. ![]()
Scritto da Giorgio Pasquini in un post su facebook il 19-12-2017
